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L' Ospedale di Comunità di Loreto

L’Ospedale di Comunità di Loreto (AN) offre una molteplicità di servizi con particolare attenzione alle patologie croniche ed alla presa in carico del paziente cronico-fragile; al suo interno sono attivi ambulatori specialistici con percorsi dedicati (cardiologia, sorveglianza del paziente diabetico tipo II, gestione anemie e terapia anticoagulante orale, ematologia, neurologia, gestione del paziente con ictus e demenza, gestione ferite difficili, ADAV - accessi vascolari, ambulatorio trasfusionale/eritrocitoaferesi, ambulatorio infermieristico per infusione di farmaci H, ferro, emoderivati). Inoltre, nell’area degenza sono disponibili 29 posti letto per le Cure Intermedie, di cui 10 gestiti dai MMG e 19 dai Medici Specialisti interni alla struttura; questa eccezione al modello di cure intermedie presente sul territorio nazionale (dove le Cure Intermedie sono gestite per lo più dai medici di medicina generale) è stata apprezzata anche da analoghe realtà sanitarie, esterne alla regione Marche (ASL BAT Puglia, Forlimpopoli), con le quali ci si è confrontati all’inizio della riconversione del Santa Casa in Ospedale di Comunità e nelle quali non è presente questa tipologia organizzativa.

Dr. Lanzafame che cosa si intende con il termine “Cure Intermedie”?

“Le Cure Intermedie costituiscono l’area delle cure che si trovano a metà strada fra l’intensività assistenziale delle cure ospedaliere in fase acuta di malattia e l’estensività assistenziale garantita a domicilio o nelle strutture residenziali specialmente per il paziente cronico-fragile. Esse rappresentano un modello organizzativo di flessibilità, integrazione e coordinamento dei servizi, costituendo un anello di congiunzione tra i professionisti delle cure primarie e gli altri professionisti del Sistema Socio-Sanitario regionale e promuovendo una nuova visione della presa in carico dei bisogni assistenziali della persona. Si presentano come posti letto extraospedalieri a vocazione internistico-geriatrica e stanno assumendo, in maniera sempre più evidente, una connotazione assimilabile alla Degenza Post-acuzie, di cui sono purtroppo sprovviste molte strutture per acuti”.

Come si differenzia da ospedale per acuti?

“Le differenze sostanziali riguardano:  in primo luogo la modalità dei ricoveri: essi vengono gestiti prevalentemente mediante richiesta informatizzata (SIRTE), prodotta dai reparti di acuzie e post-acuzie, che viene sottoposta all’attenzione dell’Unità Valutativa (UVI) per la verifica dei requisiti di ammissione. Inoltre, i pazienti possono anche provenire direttamente dal proprio domicilio su richiesta del MMG. Secondariamente la presenza H12 del medico interno dal lunedì al sabato mattina; l’assistenza medica è poi garantita di notte, nei festivi e nei pomeriggi dei prefestivi dai medici della continuità assistenziale. Da ultimo, l’urgenza, che salvo casi particolari e concordati con i familiari è gestita tramite emergenza territoriale 118, per il trasferimento in ospedali per acuti. Inoltre, il rapporto fra tutto il personale sanitario, i pazienti ed i loro congiunti assume una dimensione molto più familiare, con il risultato di una maggiore umanizzazione delle cure e della fase di degenza”.

A Loreto esistono due livelli di cure intermedie, il primo con Medici di medicina generale e infermieri, l’altro con Specialisti e infermieri

“Il sistema della Residenzialità prevede l’impegno dei MMG nelle Cure Intermedie e la loro presenza risulta imprescindibile; tuttavia, il patrimonio ereditato dall’ex reparto di Medicina e Lpa (medici specialisti in vari settori) aumenta la valenza della struttura e permette una differenziazione nella tipologia di ricoveri, indirizzando ai medici specialisti i casi a maggiore complessità, che necessitino di competenze multidisciplinari. Inoltre, si pensi a quante indagini strumentali, manovre invasive (impianto di cateteri venosi PICC…) o consulenze possono essere evase in loco con evidenti benefici per i degenti  (ridotto rischio/stress dovuto al trasporto) ed un notevole risparmio in termini economici. Ci auguriamo che una modalità organizzativa, così strutturata, possa essere mantenuta anche in futuro”.

Dott.ssa Fornaro, disporre di questo passaggio prima del domicilio alleggerisce gli Ospedali per acuti?

“Sicuramente lo alleggerisce di molto, proprio perché, in linea con quanto già detto dal mio collega, Dott. Lanzafame, le Cure Intermedie svolgono un ruolo che appare molto simile, per impegno sul paziente e per competenze, ai reparti di Lungodegenza post-acuzie. Ciò consente di decongestionare gli Ospedali per acuti, bisognosi di posti letto per i nuovi ricoveri, mantenendo un’elevata qualità nella prosecuzione delle cure anche per i pazienti più compromessi e per i quali i requisiti di ammissione in Cure Intermedie potrebbero non essere del tutto rispettati”.

Le Cure Intermedie sono dunque un valore molto importante per la regione?
 
“Penso che le Cure Intermedie rappresentino un valore aggiunto per la nostra regione per la qualità dell’assistenza e delle prestazioni erogate in prosecuzione delle cure ospedaliere, nonché per il notevole afflusso di pazienti provenienti dai reparti di acuzie/post-acuzie o dal domicilio con effetto decongestionante sulle strutture ospedaliere (possibilità di aumentare il turnover delle dimissioni e ridurre il numero dei ricoveri dal domicilio). In tal modo, le Cure Intermedie, oltre a rappresentare un sistema di qualità assistenziale, costituiscono, di fatto, una risorsa economica per la sanità marchigiana”.
 
E il ruolo delle famiglie in tutto questo in che cosa consiste?

“La presenza dei familiari nel percorso di malattia e nelle fasi ad essa successive risulta fondamentale per il recupero psico-motorio, ove prevedibile, del paziente anziano fragile. È per questo motivo che fin dal primo contatto con le famiglie, all’atto del ricovero, si predispone un ampio colloquio per comprendere i bisogni del paziente/famiglia e per valutare la possibilità dei familiari di partecipare al percorso di cura o proseguirlo a domicilio. Per tali ragioni, già dai primi giorni di degenza, si stabilisce insieme all’Unità Valutativa (Geriatra + Assistente sociale) e alle famiglie il percorso più adeguato  per il paziente  (dimissione protetta a domicilio o in strutture residenziali). Inoltre, per aiutare coloro che si dichiarino favorevoli all’assistenza del congiunto tra le mura domestiche, abbiamo istituito, presso le Cure Intermedie di Loreto, un corso per “Care-Giver”, volto a preparare il familiare, o chi per esso, nella gestione del paziente una volta rientrato a domicilio”.

 


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